Il lavoro ripartito, o job sharing, è uno speciale contratto di lavoro dipendente mediante il quale due lavoratori assumono in solido l’adempimento di un’unica ed identica obbligazione lavorativa e che nelle sue modalità di svolgimento appare come un contratto di lavoro a tempo parziale.

Origine e disciplina
La figura contrattuale del lavoro ripartito è stata istituita con la circolare n. 43 del 7 aprile 1998 che, in mancanza di una auspicabile regolamentazione della fattispecie da parte della contrattazione collettiva nazionale e aziendale, rimetteva all’autonomia negoziale delle parti la relativa disciplina “fermo restando in ogni caso l’applicabilità della normativa generale del rapporto di lavoro subordinato, per quanto non incompatibile con la particolare natura del rapporto de quo “.
Risulta essere stata quindi compiutamente disciplinata con il D.L.gs 23 settembre 2003, n. 276 (Articoli 41 – 45) che ha limitato tra l’altro la possibilità di gestire il lavoro in solido a due soli soggetti.

Caratteristica
Piena fungibilità dei due lavoratori, ipotizzabile solo in determinati ambiti lavorativi in cui si richiede una prestazione lavorativa di semplice attesa o custodia e una alternanza anche non programmata.

Solidarietà
Ogni lavoratore è personalmente e direttamente responsabile dell’adempimento dell’intera obbligazione lavorativa, fatta salva una diversa intesa tra le parti.

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