Modello autocertificazione iscrizione università

L’autocertificazione di iscrizione all’università è una dichiarazione sostitutiva con cui lo studente attesta, sotto la propria responsabilità, di essere regolarmente iscritto a un determinato ateneo, corso di laurea e anno accademico, indicando eventualmente anche numero di matricola o altri dati richiesti. Prevista dal D.P.R. 445/2000, sostituisce il certificato di iscrizione nei rapporti con le pubbliche amministrazioni e i gestori di servizi pubblici, che devono accettarla e possono effettuare controlli sulla veridicità delle informazioni; i soggetti privati, invece, possono accettarla secondo le proprie procedure. La sua funzione pratica è semplificare e velocizzare richieste come borse di studio, agevolazioni, tirocini o accesso a servizi, evitando di richiedere un certificato all’università; dichiarare il falso comporta la decadenza dai benefici ottenuti e possibili conseguenze penali.

Come scrivere autocertificazione iscrizione università

Per scrivere correttamente un’autocertificazione di iscrizione all’università è necessario predisporre un testo chiaro, completo e riferito alla situazione accademica effettivamente risultante dagli archivi dell’ateneo. Il documento deve essere indirizzato all’amministrazione, all’ente, all’azienda o al soggetto privato che lo ha richiesto, indicando, quando possibile, la denominazione completa del destinatario e l’eventuale ufficio competente. È utile inserire anche l’oggetto, con una formula come “Dichiarazione sostitutiva di certificazione relativa all’iscrizione universitaria”, così da rendere immediatamente comprensibile il contenuto della dichiarazione.

La parte iniziale deve identificare con precisione il dichiarante. Occorre riportare nome e cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale, indirizzo di residenza e, se diverso, eventuale domicilio. Possono essere aggiunti un numero di telefono e un indirizzo di posta elettronica per facilitare eventuali comunicazioni, anche se questi ultimi dati non sono normalmente indispensabili ai fini della validità dell’autocertificazione. Quando la dichiarazione è presentata da una persona minorenne oppure da chi non è in grado di agire autonomamente, devono essere indicate anche le generalità del genitore, del tutore o del soggetto autorizzato a rappresentarla.

Il riferimento normativo centrale è l’articolo 46 del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che consente di dichiarare, nei rapporti con le pubbliche amministrazioni e con i gestori di pubblici servizi, diversi stati, qualità personali e fatti, tra cui l’iscrizione presso istituti di istruzione e la posizione relativa agli studi. Nel testo è quindi opportuno inserire una formula espressa come: “ai sensi degli articoli 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000, consapevole delle responsabilità e delle sanzioni penali previste dall’articolo 76 del medesimo decreto in caso di dichiarazioni mendaci, formazione o uso di atti falsi, nonché della decadenza dai benefici eventualmente conseguiti ai sensi dell’articolo 75, dichiara quanto segue”. Per una semplice autocertificazione dell’iscrizione, il richiamo all’articolo 46 è normalmente quello più pertinente; l’articolo 47 può essere richiamato quando il contenuto riguarda fatti non direttamente compresi tra quelli autocertificabili oppure conosciuti personalmente dal dichiarante.

La dichiarazione principale deve specificare che la persona è iscritta a una determinata università. È preferibile indicare la denominazione ufficiale completa dell’ateneo, senza abbreviazioni ambigue, la facoltà, il dipartimento o la scuola di riferimento e il corso di laurea o di laurea magistrale frequentato. Devono essere precisati, se disponibili, la classe di laurea, il livello del corso, l’ordinamento didattico, l’anno di corso e l’anno accademico di riferimento. L’espressione “iscritto all’università” può infatti risultare troppo generica quando il documento serve per una borsa di studio, un tirocinio, un’agevolazione, una procedura concorsuale o un rapporto di lavoro.

È consigliabile riportare anche il numero di matricola, purché sia richiesto dal destinatario o utile a identificare senza equivoci la posizione dello studente. Possono essere indicati la data di prima immatricolazione, la data di iscrizione all’anno accademico in corso, l’eventuale iscrizione fuori corso e il regime di frequenza, ad esempio tempo pieno o tempo parziale, ma soltanto se tali informazioni corrispondono esattamente a quanto registrato dall’università. Se l’autocertificazione è destinata a dimostrare una situazione valida in una determinata data, è preferibile indicare espressamente “alla data odierna” oppure specificare la data precisa alla quale la condizione di iscrizione deve essere verificata.

Quando il destinatario ha bisogno di ulteriori elementi, il documento può contenere dichiarazioni aggiuntive riguardanti il conseguimento di esami, il numero di crediti formativi universitari maturati, la media degli esami, l’eventuale regolarità dei pagamenti o la posizione amministrativa. Queste informazioni non devono essere inserite automaticamente: vanno riportate solo se risultano aggiornate e se il dichiarante è in grado di verificarle attraverso la propria area riservata, una certificazione dell’ateneo o altra documentazione attendibile. Per esempio, dichiarare di essere “in regola con gli esami” potrebbe essere interpretato in modi diversi e generare contestazioni; è quindi più preciso indicare il numero degli esami sostenuti o dei CFU acquisiti, specificando la data di aggiornamento dei dati.

Il testo deve chiarire anche la finalità della dichiarazione, soprattutto quando viene presentato per ottenere un beneficio o partecipare a una procedura. Si può indicare che l’autocertificazione è rilasciata per l’inserimento in graduatoria, la richiesta di una borsa di studio, l’attivazione di un tirocinio, la partecipazione a un concorso, la stipula di un contratto oppure la richiesta di un’agevolazione. La finalità non è sempre obbligatoria, ma aiuta il destinatario a comprendere l’uso del documento e riduce il rischio che una dichiarazione corretta venga considerata incompleta rispetto alla procedura amministrativa interessata.

È importante inserire una clausola finale con cui il dichiarante afferma che le informazioni riportate sono vere, complete e riferite alla propria situazione attuale o alla data espressamente indicata. Una formula adeguata può precisare che la dichiarazione viene resa sotto la propria responsabilità e che il dichiarante si impegna a comunicare eventuali variazioni, qualora ciò sia richiesto dalla procedura. Non è opportuno inserire rinunce generiche, dichiarazioni non pertinenti o formule che limitino la responsabilità del dichiarante, perché tali clausole non possono neutralizzare gli effetti delle norme sulle dichiarazioni false.

La data e il luogo di sottoscrizione devono essere visibili e coerenti. La firma deve essere apposta dal dichiarante in forma autografa oppure con firma digitale, se il documento viene trasmesso telematicamente secondo le modalità ammesse dal destinatario. Nei rapporti con una pubblica amministrazione o con un gestore di pubblico servizio, quando la dichiarazione è firmata in presenza del dipendente addetto, non è normalmente richiesta l’autenticazione della firma. Se viene inviata per posta, tramite email o caricata su un portale senza sottoscrizione digitale, è generalmente opportuno allegare una copia leggibile di un documento di identità in corso di validità, salvo che il sistema di trasmissione o l’ente destinatario preveda modalità diverse. Per i documenti trasmessi mediante PEC, la firma digitale o l’identificazione effettuata dalla piattaforma possono rendere superflua l’allegazione, ma è sempre necessario verificare le istruzioni della specifica procedura.

La normativa sulla decertificazione impone alle pubbliche amministrazioni e ai gestori di pubblici servizi di acquisire d’ufficio i dati o di accettare le dichiarazioni sostitutive nei casi previsti dalla legge, senza richiedere al cittadino un certificato universitario destinato a essere utilizzato nei loro rapporti. Sui rapporti con soggetti privati, invece, l’accettazione dell’autocertificazione non opera automaticamente nello stesso modo: il privato può richiedere documentazione diversa, salvo i casi in cui una specifica disposizione o la procedura applicata stabilisca l’utilizzabilità della dichiarazione sostitutiva. Per questa ragione, prima di redigere il documento è utile controllare se il destinatario sia una pubblica amministrazione, un’università, un gestore di pubblico servizio, un’impresa privata o un altro ente e verificare il formato richiesto.

Dal punto di vista della protezione dei dati personali, l’autocertificazione dovrebbe contenere soltanto le informazioni necessarie allo scopo per cui viene presentata. Il codice fiscale, il numero di matricola, i dati relativi agli esami o altre informazioni accademiche devono essere inseriti quando sono pertinenti e richiesti, evitando di diffondere dati ulteriori. L’eventuale informativa privacy normalmente appartiene al destinatario e non deve essere ricreata dal dichiarante, mentre può essere utile precisare che i dati saranno trattati esclusivamente per la gestione della procedura indicata, se tale formula è prevista dal modulo dell’ente.

Un modello completo può quindi essere costruito in forma narrativa indicando il destinatario, le generalità del dichiarante, il richiamo al D.P.R. n. 445/2000, l’università di iscrizione, il corso frequentato, la facoltà o il dipartimento, l’anno accademico, il numero di matricola e ogni ulteriore informazione effettivamente necessaria. Il documento deve terminare con la dichiarazione di veridicità, il richiamo alle conseguenze previste dagli articoli 75 e 76 del decreto, la data, il luogo e la firma. Prima dell’invio è opportuno confrontare ogni dato con la propria posizione online o con la segreteria studenti, perché l’autocertificazione produce effetti sulla base di quanto dichiarato e l’amministrazione può effettuare controlli, anche successivi, sulla corrispondenza delle informazioni con i dati ufficiali dell’ateneo.

Esempio autocertificazione iscrizione università

AUTOCERTIFICAZIONE DI ISCRIZIONE UNIVERSITARIA

Oggetto:

Il/La sottoscritto/a , nato/a a , Provincia , il , codice fiscale , residente in , Provincia , CAP , via/piazza n. , telefono , e-mail , PEC ,

consapevole delle responsabilità penali previste in caso di dichiarazioni mendaci, formazione o uso di atti falsi, ai sensi dell’articolo del D.P.R. , nonché della decadenza dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base di dichiarazioni non veritiere, ai sensi dell’articolo del D.P.R. ,

ai sensi degli articoli del D.P.R. ,

DICHIARA

di essere regolarmente iscritto/a per l’anno accademico presso l’Università , con sede in , al corso di laurea/corso di laurea magistrale/corso di dottorato/corso di specializzazione , appartenente alla classe di laurea , presso il Dipartimento/Facoltà ;

di essere iscritto/a al anno di corso, con matricola universitaria n. , a decorrere dal ;

di avere lo status di studente ;

di aver conseguito, alla data del , n. crediti formativi universitari, con una media degli esami pari a ;

di essere in regola con il pagamento della contribuzione universitaria relativa all’anno accademico , per l’importo complessivo di euro , oppure di beneficiare dell’esonero/riduzione della contribuzione per il seguente motivo: ;

che la presente dichiarazione è resa per il seguente scopo: .

Il/La sottoscritto/a dichiara, inoltre, di essere informato/a che i dati personali contenuti nella presente dichiarazione saranno trattati esclusivamente per le finalità connesse al procedimento per il quale la dichiarazione viene resa, nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali e, in particolare, ai sensi degli articoli del Regolamento e del D.Lgs. .

Luogo , data

Firma del/della dichiarante

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Allegato: copia del documento di identità del/della dichiarante

Tipo di documento:

Numero:

Rilasciato da:

In data

Scadenza: