L’istanza di autotutela TARI è una richiesta formale che il contribuente presenta al Comune per far riesaminare e correggere un avviso di pagamento, un accertamento o una cartella relativi alla tassa sui rifiuti; si usa quando si ritiene che vi siano errori materiali (per esempio dati catastali o metrature sbagliate), vizi di legittimità o elementi nuovi che giustificano la rettifica. Nella pratica serve a ottenere l’annullamento, la riduzione o il rimborso della somma contestata senza avviare subito un contenzioso: il Comune può accogliere l’istanza e rettificare i conteggi, provvedere a storno o ricalcolo, oppure respingerla motivando il diniego; in caso di rigetto rimane comunque ferma la possibilità di impugnare l’atto davanti all’autorità giudiziaria competente.
Come scrivere istanza autotutela TARI
Per predisporre un’istanza di autotutela relativa alla TARI è necessario costruire un atto chiaro, completo e documentato, capace di mettere a disposizione dell’Ufficio Tributi tutti gli elementi utili per valutare la richiesta senza ambiguità. L’intestazione deve contenere i dati anagrafici completi del richiedente (nome e cognome o ragione sociale, codice fiscale o partita IVA), l’indirizzo di residenza o la sede legale, un recapito telefonico e un indirizzo PEC o e-mail certificata per le comunicazioni ufficiali; se la presentazione viene effettuata tramite un delegato o un professionista occorre indicare chiaramente la titolarità della delega e allegare la procura o la delega firmata. Subito dopo va identificato con precisione l’atto oggetto dell’impugnazione: il numero di protocollo o di avviso, la data di notifica o consegna, l’importo contestato, il periodo cui si riferisce l’imposta e l’ufficio/settore che ha emesso l’avviso. Questi riferimenti permettono all’amministrazione di rintracciare rapidamente la pratica.
La parte motivazionale dell’istanza deve esporre con linguaggio preciso i fatti e le ragioni giuridiche che giustificano la richiesta di annullamento o rettifica in autotutela. È opportuno cominciare con una sintesi fattuale che descriva la situazione concreta: ad esempio la correttezza o l’erroneità dei dati di anagrafica del soggetto passivo, la reale destinazione d’uso dell’immobile, la superficie utile effettiva rispetto a quella indicata nell’avviso, i periodi di mancata occupazione o le date di cessazione dell’attività ove rilevanti. Occorre spiegare perché l’atto impugnato contiene un vizio di fatto (errore materiale nella determinazione della superficie o del periodo imponibile, duplicazione di avvisi, omissione di esenzioni già riconosciute) o un vizio di diritto (errata applicazione del regolamento comunale, errata qualificazione della natura della superficie come pertinenza o locale principale). Se il motivo è legato a una errata classificazione catastale o a una variazione di destinazione d’uso intervenuta in un periodo precedente, va indicata la relativa documentazione (visura catastale, comunicazioni di variazione al Comune, SCIA o altri atti amministrativi) con riferimento esplicito a date e numeri di protocollo.
Per rendere persuasiva l’istanza è indispensabile allegare tutte le prove documentali che sostengono la ricostruzione: copia dell’avviso o del ruolo impugnato, visura catastale, planimetrie, contratti di locazione o di comodato, bollette o utenze che attestino la mancanza di consumi o la titolarità delle utenze, certificati o comunicazioni di cessazione di attività, ricevute di pagamento eventualmente già effettuato e ogni documento utile a dimostrare l’effettiva superficie o il periodo di competenza. È utile indicare con precisione ogni allegato nel testo dell’istanza, richiamandolo in modo sequenziale e descrivendone brevemente il contenuto in rapporto al motivo di impugnazione, così che il funzionario possa valutare immediatamente la rilevanza della prova. Se si propone un ricalcolo dell’importo, conviene accompagnare la richiesta con una tabella di calcolo sintetica (anche descrittiva) che riporti la metodologia adottata e le fonti normative o regolamentari utilizzate per il conteggio.
Dal punto di vista formale, la richiesta deve essere formulata in termini chiari e non equivoci: la parte dispositiva dovrebbe contenere l’esplicita richiesta di annullamento o rettifica in autotutela dell’atto indicato, oppure, in via subordinata, la richiesta di riesame con ricalcolo e riemissione dell’avviso corretto, specificando eventualmente la richiesta di sospensione dell’esecutività dell’atto fino alla definizione dell’istanza se sussistono i presupposti per la sospensione. È opportuno formulare anche una richiesta di comunicazione dell’istruttoria e dell’esito tramite PEC, indicando il recapito e il nome del responsabile al quale inviare le eventuali richieste integrative. Nel testo dell’istanza va richiamato il regolamento comunale della TARI e la determinazione tariffaria annuale applicata, con l’indicazione del provvedimento/resoluzione che ha fissato le tariffe per l’anno di riferimento, così da contestare con precisione l’errata applicazione delle norme locali; se possibile è utile citare anche le disposizioni nazionali o di settore che risultano pertinenti alla situazione controversa, sempre citando gli articoli o le norme del regolamento comunale che si ritengono applicati erroneamente.
Le dichiarazioni rese nell’istanza devono essere formulate in modo sintetico ma vincolante: ad esempio, “dichiaro sotto la mia responsabilità che l’immobile è stato non occupato dal … al … e che la metratura effettiva è quella risultante dalla planimetria allegata”, aggiungendo la specifica che le autocertificazioni sono rese ai sensi del DPR 445/2000 e che si è consapevoli delle conseguenze penali previste in caso di dichiarazioni mendaci ai sensi della normativa vigente. L’invocazione del regime di autocertificazione è utile per semplificare l’istruttoria, ma quando possibile è meglio accompagnare l’autocertificazione con documenti ufficiali che la confermino. Se l’istanza è presentata da un professionista o da un legale, va indicata la sua qualifica, il codice fiscale e il potere di rappresentanza; se si richiede che tutte le comunicazioni vengano indirizzate al professionista, deve essere chiaramente esplicitata la delega.
È importante prevedere e illustrare eventuali rimedi alternativi o proposizioni subordinate: ad esempio chiedere, in alternativa all’annullamento, la rideterminazione della base imponibile sulla base dei dati corretti; richiedere la compensazione con eventuali crediti tributari vantati nei confronti del Comune; oppure proporre una rateizzazione dell’importo ricalcolato in caso di difficoltà finanziarie. Quando si propone un ricalcolo, è opportuno spiegare la metodologia e mettere a disposizione il calcolo in forma trasparente con i riferimenti alla tariffa per mq, alla quota fissa e variabile, e al periodo di applicazione, in modo che l’ufficio possa verificare rapidamente la correttezza aritmetica della richiesta.
Infine, non trascurare gli elementi procedurali: dattiloscrivi la firma, indica luogo e data di sottoscrizione, allega una copia del documento d’identità del sottoscrittore e specifica la modalità di presentazione (PEC, consegna a mano con ricevuta, raccomandata A/R). Riporta un prospetto riassuntivo degli allegati richiamandoli nel corpo del testo per evitare omissioni. Se si desidera accelerare l’istruttoria è utile indicare un termine ragionevole per la risposta e chiedere che eventuali richieste integrative di documentazione vengano comunicate tempestivamente al recapito PEC indicato; in caso di rappresentanza legale, allega procura o delega e, se opportuno, il mandato del professionista. Per aumentare l’efficacia comunicativa dell’istanza, utilizza un linguaggio preciso ma accessibile e cura l’ordine logico dei fatti e delle prove: questo facilita il lavoro dell’amministrazione e incrementa le probabilità di accoglimento. Infine, per ragioni di visibilità e rintracciabilità, inserisci sempre nel corpo dell’istanza parole chiave descrittive come “istanza autotutela TARI”, “annullamento avviso TARI”, “rettifica base imponibile”, “esenzione TARI” così da identificare immediatamente l’oggetto dell’istanza anche nei sistemi informatici dell’ente.
Esempio istanza autotutela TARI
Istanza di autotutela TARI
Al Sindaco del Comune di _____________
Ufficio Tributi – Via/Piazza _____________, CAP _____________, Comune di _____________
Istante:
Il/La sottoscritto/a _____________, nato/a a _____________ il _____________, codice fiscale _____________, residente in _____________ (via/piazza, n. civico) _____________, CAP _____________, Comune _____________, telefono _____________, e-mail _____________,
in qualità di _____________ (proprietario/conduttore/amministratore/titolare d’impresa) dell’utenza TARI relativa all’immobile sito in _____________ (via/piazza, n. civico) _____________, piano _____________, identificato catastalmente al foglio _____________, particella _____________, sub. _____________, codice utenza/numero pratica comunale _____________,
OGGETTO: Istanza di autotutela ai sensi di _____________ per revoca/annullamento/rideterminazione dell’avviso/atto n. _____________ emesso in data _____________, relativo al periodo d’imposta/anno _____________ e relativo addebito TARI per importo complessivo pari a € _____________.
Fatti e motivi di diritto
1) Premesso che con comunicazione/avviso n. _____________ del _____________ l’Ufficio Tributi ha emesso/recapitato a carico del/la sottoscritto/a l’avviso/ingiunzione/accertamento relativo alla TARI per il periodo _____________, per l’importo indicato in oggetto (€ _____________), con scadenza di pagamento fissata al _____________;
2) Che il suddetto atto presenta i seguenti vizi di fatto e/o di diritto così riassumibili:
a) Errore materiale nella determinazione della superficie/numero componenti nucleo familiare/percentuale di occupazione: _____________ (descrivere) e comprovato da documenti allegati: _____________;
b) Duplicazione/duplicato addebito per lo stesso periodo/utenza: _____________ (descrivere) e comprovato da documenti allegati: _____________;
c) Erronea qualificazione della destinazione d’uso dell’immobile (es.: commerciale invece che residenziale) in quanto _____________ e documentato da: _____________;
d) Imputazione di periodo per il quale si è verificata cessazione attività/assenza di occupazione dell’immobile dal _____________ al _____________, come risulta da: _____________ (contratto di locazione, certificato di cessazione, bollette, dichiarazione sostitutiva);
e) Pagamento già effettuato in data _____________ con causale _____________ e ricevuta/avvenuto pagamento allegato in copia: _____________;
f) Altri motivi (specificare): _____________.
3) Alla luce di quanto sopra, si ritiene che l’atto impugnato sia affetto da __________________ (specificare: errore materiale/omissione/contraddittorietà/violazione di legge) in violazione di quanto previsto da _____________ (riferimento normativo da indicare) e dai principi di autotutela amministrativa di cui a _____________.
Richiesta
Per i motivi esposti, il/la sottoscritto/a
chiede
1) l’accoglimento della presente istanza ai fini dell’esercizio del potere di autotutela con la conseguente revoca/annullamento/rideterminazione dell’avviso/atto n. _____________ del _____________;
2) in subordine, la ricalcolazione dell’importo dovuto per il periodo _____________ sulla base di quanto dichiarato e documentato e l’emissione del relativo nuovo avviso/atto con l’indicazione del nuovo importo pari a € _____________;
3) la sospensione cautelare dell’esecutività dell’atto e della procedura di riscossione/ingiunzione fino alla definizione del presente procedimento di autotutela (ove applicabile);
4) in caso di pagamento già effettuato, il rimborso dell’importo indebitamente riscosso pari a € _____________, con valutazione degli interessi e degli oneri accessori a decorrere dal _____________ fino al completo rimborso, ai sensi di _____________;
5) la comunicazione formale dell’esito del presente procedimento all’indirizzo PEC _____________ e/o all’indirizzo postale _____________.
Documenti allegati (a corredo della presente istanza)
– Copia dell’avviso/atto impugnato n. _____________ del _____________;
– Copia documento di identità del dichiarante: tipo _____________ n. _____________ rilasciato da _____________ il _____________;
– Copia del codice fiscale/partita IVA: _____________;
– Documentazione comprovante i motivi della presente istanza (segnalare e allegare): _____________;
– Ricevute di pagamento/importi già versati: _____________;
– Contratto di locazione/cessazione/attestazioni di non occupazione: _____________;
– Visura catastale/planimetria: _____________;
– Eventuali altre dichiarazioni sostitutive/attestazioni: _____________.
Dichiarazione
Il/La sottoscritto/a dichiara, sotto la propria responsabilità, che i fatti e i documenti allegati corrispondono al vero e che è informato/a delle sanzioni penali previste in caso di dichiarazioni mendaci, ai sensi dell’art. _____________ del _____________.
Modalità di comunicazione
Si richiede che ogni comunicazione relativa alla presente istanza sia inviata a:
PEC _____________ e/o a domicilio eletto in via/piazza _____________ n. civico _____________ CAP _____________ Comune _____________, telefono _____________, e-mail _____________.
Termine e sottoscrizione
Luogo: _____________
Data: _____________
Firma:
_______________________________
Firma leggibile: _____________
Per conto di (se firmatario diverso dall’intestato):
Nome/Cognome/Qualifica: _____________
Documento d’identità: tipo _____________ n. _____________ rilasciato da _____________ il _____________
Allegati (elenco puntuale e numerato):
1) _____________
2) _____________
3) _____________
4) _____________
Osservazioni finali: si invita l’Amministrazione a pronunciarsi e ad adottare provvedimento espresso nei termini previsti dalla normativa vigente (termine da indicare: _____________) e a motivare l’eventuale diniego in forma scritta, con indicazione dei mezzi di tutela esperibili (ricorso amministrativo/giurisdizionale) ai sensi di _____________.