La risoluzione del contratto per inadempimento è il rimedio previsto quando una parte non esegue, o esegue in modo inesatto o tardivo, un’obbligazione contrattuale di importanza non trascurabile: l’altra parte può chiedere al giudice di sciogliere il contratto, invece di pretenderne l’adempimento, e può domandare anche il risarcimento dei danni subiti. La risoluzione elimina gli effetti del contratto nei rapporti ancora da eseguire e, nei contratti a prestazioni corrispettive, comporta normalmente la restituzione delle somme già pagate e delle prestazioni ricevute, così da riportare le parti, per quanto possibile, alla situazione precedente; la restituzione non è però automatica in ogni controversia e deve essere collegata all’accertamento dell’inadempimento e agli effetti concreti del contratto.
Come scrivere risoluzione del contratto per inadempimento e restituzione somme
La redazione di una comunicazione di risoluzione del contratto per inadempimento e restituzione delle somme deve partire dall’identificazione precisa del rapporto contrattuale. Occorre indicare i dati completi delle parti, distinguendo chiaramente il mittente dal destinatario: nome o denominazione, codice fiscale o partita IVA, residenza o sede legale, indirizzo fisico e indirizzo PEC, oltre agli eventuali dati del rappresentante legale o del procuratore che sottoscrive la comunicazione. Se il contratto riguarda un consumatore, è opportuno specificare anche la qualità con cui agiscono le parti, perché possono trovare applicazione le disposizioni del Codice del consumo.
Il documento deve poi individuare senza ambiguità il contratto interessato, riportando la data di sottoscrizione, l’oggetto, il numero o codice identificativo eventualmente attribuito, gli allegati richiamati e le successive modifiche o integrazioni. È utile descrivere in modo concreto la prestazione che il destinatario avrebbe dovuto eseguire, il termine previsto, il luogo di esecuzione e l’importo complessivo concordato. Se il contratto è stato concluso tramite ordine, preventivo accettato, proposta commerciale, condizioni generali o scambio di e-mail, tali documenti devono essere richiamati in modo puntuale e, quando possibile, allegati.
La parte centrale riguarda l’inadempimento. Non è sufficiente affermare che l’altra parte “non ha rispettato il contratto”: occorre indicare quali obblighi sono rimasti ineseguiti, quando avrebbero dovuto essere eseguiti e quali circostanze dimostrano la violazione. Si possono descrivere, ad esempio, il mancato pagamento di una fattura, la mancata consegna di un bene, l’esecuzione parziale o difettosa di un servizio, il ritardo nella realizzazione dell’opera, la mancata restituzione di un deposito o la violazione di una specifica clausola contrattuale. La ricostruzione deve essere cronologica e verificabile, con il riferimento a ordini, ricevute, fatture, verbali, messaggi, contestazioni precedenti, fotografie, perizie o comunicazioni PEC.
L’inadempimento deve essere valutato anche sotto il profilo della sua importanza. Ai sensi dell’articolo 1455 del Codice civile, la risoluzione non può essere richiesta quando l’inadempimento ha scarsa importanza rispetto all’interesse dell’altra parte. Per rendere la contestazione più solida, è quindi necessario spiegare perché la violazione incide sull’equilibrio contrattuale o rende inutilizzabile, inutile o sostanzialmente diversa la prestazione attesa. Non è necessario utilizzare formule enfatiche, ma occorre collegare il fatto alla conseguenza concreta: per esempio, il ritardo può avere reso una fornitura inutilizzabile per una determinata scadenza, mentre una prestazione incompleta può aver impedito il conseguimento dello scopo previsto dal contratto.
La comunicazione deve chiarire quale strumento viene concretamente utilizzato. Se il contratto non prevede una clausola risolutiva espressa, la parte può inviare una diffida ad adempiere ai sensi dell’articolo 1454 del Codice civile, assegnando un termine congruo, normalmente non inferiore a quindici giorni, salvo diversa previsione o particolari circostanze. La formula deve precisare che, decorso inutilmente il termine, il contratto si intenderà risolto di diritto. Il termine deve essere indicato con una data certa o comunque determinabile, evitando espressioni vaghe come “entro breve” o “immediatamente”, a meno che la situazione concreta giustifichi un termine più breve.
Quando invece il contratto contiene una clausola risolutiva espressa, bisogna riportarne il testo o almeno il numero dell’articolo e indicare esattamente quale obbligazione prevista dalla clausola è stata violata. La dichiarazione deve manifestare in modo inequivoco la volontà di avvalersi della clausola, secondo quanto previsto dall’articolo 1456 del Codice civile. Una formulazione generica, come “consideriamo il contratto concluso” o “non intendiamo più proseguire il rapporto”, potrebbe non essere sufficiente a produrre gli effetti di una dichiarazione di risoluzione.
Se non si utilizza una clausola risolutiva espressa e l’inadempimento è già definitivo o particolarmente grave, la parte può dichiarare di voler ottenere la risoluzione e chiedere la restituzione delle somme, riservandosi di agire giudizialmente. È importante non confondere la lettera con una sentenza: nei casi contestati, la risoluzione può richiedere un’azione davanti al giudice ai sensi dell’articolo 1453 del Codice civile. La comunicazione stragiudiziale serve a contestare formalmente l’inadempimento, mettere in mora il debitore, formulare la richiesta di pagamento e documentare la volontà della parte, ma non sempre determina da sola lo scioglimento del contratto.
La richiesta di restituzione deve indicare con precisione l’importo dovuto. Occorre specificare la somma versata, la data del pagamento, il mezzo utilizzato, il riferimento della fattura o della ricevuta e il criterio in base al quale se ne chiede la restituzione. Se sono stati effettuati più pagamenti, è preferibile riportare separatamente ciascun versamento e poi indicare il totale. La domanda può riguardare acconti, caparre, depositi, rate, corrispettivi già pagati per prestazioni non eseguite o somme incassate senza titolo. Dopo la risoluzione, la restituzione delle prestazioni già eseguite discende dagli effetti restitutori del rapporto, mentre per somme non dovute possono assumere rilievo anche i principi dell’indebito oggettivo previsti dall’articolo 2033 del Codice civile.
Nel testo devono essere indicate anche le coordinate bancarie per il rimborso, se si desidera agevolare l’adempimento, specificando l’intestatario del conto e l’IBAN. È opportuno chiedere il pagamento entro un termine preciso, ad esempio entro sette o quindici giorni dal ricevimento della comunicazione, evitando però di presentare il termine per il rimborso come se fosse automaticamente previsto dalla legge quando deriva soltanto dalla richiesta del creditore. La domanda può comprendere gli interessi, indicando la decorrenza richiesta e il relativo fondamento, nonché il risarcimento degli ulteriori danni, purché siano descritti e documentati.
La richiesta risarcitoria deve essere distinta dalla semplice restituzione del prezzo o delle somme versate. Ai sensi degli articoli 1223 e seguenti del Codice civile, possono rilevare la perdita subita, il mancato guadagno prevedibile e il danno conseguenza direttamente collegato all’inadempimento, sempre nei limiti della prova fornita. È quindi utile indicare, quando esistono, costi sostenuti per interventi sostitutivi, spese di riparazione, penali pagate a terzi, costi di consulenza tecnica, differenze di prezzo per acquistare altrove il bene o il servizio e ogni altra voce economicamente quantificabile. Se il danno non è ancora determinabile, si può specificare che viene mantenuta la relativa riserva, senza sostituire la successiva necessità di provarne l’esistenza e l’ammontare.
La comunicazione dovrebbe contenere una formula chiara sulla volontà contrattuale. Nel caso di clausola risolutiva espressa, si può scrivere: “Con la presente, ai sensi dell’articolo 1456 del Codice civile e dell’articolo [numero] del contratto, dichiaro di volermi avvalere della clausola risolutiva espressa, in ragione del mancato adempimento dell’obbligo di [descrizione]. Per effetto di tale dichiarazione, il contratto deve intendersi risolto”. Nel caso di diffida, la formulazione dovrà invece assegnare il termine: “La invito e diffido ad adempiere integralmente all’obbligazione di [descrizione] entro e non oltre il giorno [data], avvertendoLa che, decorso inutilmente tale termine, il contratto si intenderà risolto di diritto ai sensi dell’articolo 1454 del Codice civile”.
Dopo la dichiarazione principale, va inserita la richiesta consequenziale: “Per effetto della risoluzione, chiedo la restituzione dell’importo di euro [somma], versato in data [data], mediante [strumento di pagamento], oltre agli interessi eventualmente dovuti e al risarcimento degli ulteriori danni subiti e subendi”. Se è stata consegnata anche una cosa, un bene o documentazione, devono essere regolate le modalità e i tempi della restituzione reciproca, indicando chi deve riconsegnare cosa, dove deve avvenire la consegna e a carico di chi sono le spese.
È consigliabile richiamare le precedenti contestazioni, ma senza appesantire il testo con una narrazione irrilevante. Ogni riferimento deve servire a dimostrare che il destinatario era stato informato dell’obbligo violato, aveva ricevuto eventuali solleciti o aveva già avuto la possibilità di adempiere. Se vi sono state trattative, promesse di regolarizzazione o riconoscimenti del debito, tali elementi devono essere riportati con cautela, perché possono avere valore probatorio ma anche incidere sulla valutazione della condotta delle parti.
La parte finale deve contenere il termine per il pagamento o per l’adempimento richiesto, l’avvertimento che, in mancanza, si procederà senza ulteriori comunicazioni nelle sedi competenti e la riserva di richiedere anche spese legali, interessi e danni. Se si intende avviare una procedura di mediazione, negoziazione assistita o altro tentativo obbligatorio previsto per la materia, è preferibile non formulare dichiarazioni incompatibili con quel successivo procedimento. Anche la scelta del foro deve essere verificata alla luce del contratto, delle eventuali clausole di competenza territoriale e della disciplina applicabile ai consumatori.
La lettera deve essere datata e firmata, preferibilmente con firma autografa scansionata o firma digitale quando viene trasmessa via PEC. L’invio tramite PEC consente di documentare spedizione e consegna; in alternativa si può utilizzare una raccomandata con avviso di ricevimento. Gli allegati devono essere elencati alla fine, ad esempio contratto, ricevute dei pagamenti, fatture, comunicazioni precedenti e documentazione fotografica, evitando di trasmettere materiale non pertinente o dati personali eccedenti. Prima dell’invio è essenziale verificare che il destinatario sia il soggetto corretto, che l’indirizzo PEC sia aggiornato, che gli importi siano coerenti e che la dichiarazione scelta, diffida ad adempiere, esercizio della clausola risolutiva o semplice messa in mora, corrisponda realmente alla situazione contrattuale.
Esempio risoluzione del contratto per inadempimento e restituzione somme
Dichiarazione di risoluzione del contratto per inadempimento e richiesta di restituzione delle somme
Mittente
Il/La sottoscritto/a , nato/a a il , codice fiscale , residente in , via/piazza n. , CAP , indirizzo e-mail , PEC , telefono ,
nei confronti di
, con sede/residenza in , via/piazza n. , CAP , codice fiscale/partita IVA , in persona di , e-mail , PEC ,
Oggetto: risoluzione del contratto per grave inadempimento e richiesta di restituzione delle somme versate
Con la presente, il/la sottoscritto/a contesta formalmente l’inadempimento relativo al contratto stipulato in data , avente a oggetto , identificato con il riferimento n. , per il corrispettivo complessivo di euro .
In particolare, si rileva che non ha adempiuto alle obbligazioni assunte, consistenti in , entro il termine previsto del e nonostante .
L’inadempimento risulta grave e rilevante ai sensi degli articoli e del codice civile, nonché dell’articolo del contratto, poiché .
Il/La sottoscritto/a aveva già richiesto l’adempimento con comunicazione del , trasmessa mediante e ricevuta in data , assegnando il termine di giorni, senza tuttavia ottenere .
Pertanto, ai sensi e per gli effetti degli articoli e del codice civile, con la presente dichiaro di voler risolvere il contratto sopra indicato per vostro grave inadempimento, con effetto dalla ricezione della presente, fatto salvo ogni ulteriore diritto, azione e pretesa spettante al/alla sottoscritto/a.
Per effetto della risoluzione, chiedo la restituzione dell’importo complessivo di euro , corrisposto in relazione al contratto, così suddiviso:
- euro versati in data mediante _____;
- euro versati in data mediante _____;
- euro versati in data mediante .
La somma dovrà essere restituita entro e non oltre il termine di
giorni dal ricevimento della presente, mediante bonifico bancario sul seguente conto corrente:Intestatario:
IBAN:
Banca:Chiedo inoltre il rimborso di ulteriori somme eventualmente dovute a titolo di , quantificate provvisoriamente in euro , oltre agli interessi legali e/o moratori decorrenti dal e a ogni ulteriore danno patrimoniale e non patrimoniale subito, da determinarsi anche in separata sede.
Resta espressamente riservata ogni azione per il risarcimento dei danni derivanti dall’inadempimento, inclusi, a titolo esemplificativo, , nonché il diritto di richiedere la restituzione di eventuali beni, documenti o materiali consegnati in esecuzione del contratto.
Qualora riteniate che la risoluzione non sia già perfezionata per effetto del grave inadempimento contestato, la presente deve intendersi altresì quale formale diffida ad adempiere ai sensi dell’articolo del codice civile, con invito ad adempiere integralmente alle obbligazioni contrattuali entro il termine essenziale di giorni dal ricevimento della presente, con l’avvertimento che, decorso inutilmente tale termine, il contratto si intenderà risolto di diritto, ai sensi della disposizione sopra richiamata.
In difetto di integrale pagamento entro il termine indicato, il/la sottoscritto/a procederà senza ulteriore avviso nelle competenti sedi giudiziarie e/o stragiudiziali, con aggravio di spese, competenze e oneri a vostro carico.
La presente viene trasmessa a mezzo e vale quale formale costituzione in mora ai sensi dell’articolo del codice civile.
Luogo , data _____
Firma